giovedì 5 marzo 2015

Tonno Insuperabile all’olio di girasole ritirato dal mercato per l’eccessiva presenza di cromo. Operazione in corso anche in Francia, Slovacchia e Slovenia


tonno insuperabile olio girasole
Un lotto di tonno Insuperabile all’olio di girasole è stato ritirato dal mercato per eccesso di cromo
È in corso il ritiro dagli scaffali dei supermercati del  TONNO INSUPERABILE IN SCATOLA ALL’OLIO GIRASOLE, venduto dalla società De Langlade & Grancelli S.p.a..

Il motivo del ritiro è dovuto alla presenza eccessiva  di Cromo rilevato dalle Asl durante un controllo di routine 0,22 mg/kg. Il tonno oggetto del provvedimento è composto da confezioni di tre scatolette da 80 grammi (vedi foto). Il numero di lotto è 52 A. Il  termine minimo di conservazione riportato sulle confezione è l’anno 2019.

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L’allerta è anche riportato sul sistema di allerta europeo (Rasff). Il lotto è stato ritirato anche in Francia, Slovacchia e Slovenia
L’allerta è anche riportato sul sistema di allerta europeo (Rasff). Il lotto è stato ritirato anche in Francia, Slovacchia e Slovenia. L’avviso di richiamo dovrebbe essere esposto su tutti i punti vendita che hanno avuto questo lotto in esposizione.

Sara Rossi
http://www.ilfattoalimentare.it/tonno-insuperabile.html

giovedì 26 febbraio 2015

Patatine fritte: multa di un milione dell’Antitrust per pubblicità ingannevole. Non sono “fatte a mano”. Sanzione anche per la Rustica promossa da Carlo Cracco

patatine le contadine
Le patatine fritte Le contadine non sono “fatte a mano”
Dopo diverse denunce di privati e dell’Unione nazionale consumatori, l’Antitrust ha sanzionato  con oltre un milione di euro  le patatine fritte: San Carlo, Amica chips, Pata e Ica Foods  per pubblicità ingannevole. Come ilfattoalimentare ha più volte segnalato in diversi articoli, queste aziende utilizzano diciture e immagini suggestive per attribuire alle patatine “vanti di artigianalità”, nonostante la loro natura industriale. Sulle confezioni di “Eldorada” era indicata la dicitura  “cotte a mano” come pure sulle patatine  “Alfredo’s” di Amica Chips.  Pata invece dichiarava  “patatina artigianale” le   “Da Vinci chips”  mentre  “Le contadine” di Ica Foods erano presentate come  “fatte a mano”.

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Le aziende sono state condannate a pagare una multa salata che per il gruppo “San Carlo” è di  350.000 euro, di  300.000 per “Amica chips”, di 250.000 a “Pata” e di  150.000 per “Ica Foods”. L’Antitrust tra le motivazioni ricorda che  “quattro le imprese sanzionate dichiaravano un ridotto contenuto di grassi nelle loro confezioni, non rispettando le regole secondo cui per cui la percentuale di riduzione vantata  era inferiore rispetto a  quella consentita”.

C’è di più, tre aziende hanno dato una particolare enfasi grafica alla presenza di olio d’oliva  (“Autentica trattoria all’olio di oliva” di San Carlo; “Eldorada la tradizionale con olio d’oliva” di Amica Chips; “Da Vinci chips: con olio extra vergine d’oliva”), anche se la percentuale di olio  risultava  più basso ad altri oli vegetali.

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La censura ha colpito anche la patatina “Rustica” pubblicizzata dal famoso cuoco Carlo Cracco

La censura ha  colpito anche  la patatina  “Rustica” pubblicizzata dal  famoso cuoco Carlo Cracco e  “La patatina” di Amica Chips, entrambi  condannate per pubblicità  ingannevole in quanto “hanno presentato in maniera ambigua e omissiva  le caratteristiche reali e distintive di alcuni prodotti  ingenerando così nei consumatori l’erronea convinzione che queste confezioni fossero nettamente diverse dal prodotto base”. Questo problema era stato segnalato  da ilfattoalimentare   il 5 maggio dell’anno scorso sottolineando la scorrettezza del messaggio, che poi l’azienda ha promesso di modificareE infine, Ica Foods hanno accreditato al prodotto “Crik Crok & Blue” proprietà salutistiche che sono risultate ancora controverse nella comunità scientifica e comunque non autorizzate dalla Commissione europea.
Sara Rossi
http://www.ilfattoalimentare.it/patatine-fritte-multa-carlo-cracco.html

martedì 3 febbraio 2015

Multe a chi promette di dimagrire, in tempi rapidi e senza fatica: sanzione dell’ Antitrust a Perfoline di 650 mila euro

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I prodotti delle società Perfoline SA e SAS promettevano dimagrimenti facili, rapidi e senza rinunce o attività fisica, con claim accattivanti
Help Consumatori riferisce della multa  presa dall’Antitrust contro le società Perfoline SA e Perfoline SAS.

Perdere peso velocemente, senza particolari sforzi e diete, attraverso l’aiuto di prodotti naturali a base di carciofo, di caffè verde o di cavolo. Una promessa esaltante che fa leva sugli “incredibili poteri dimagranti” di una serie di prodotti dall’efficacia spacciata per certa. Secondo l’Antitrust si tratta di promesse ingannevoli, che ha deciso multe per 650 mila euro. Le due società sanzionate sono Perfoline SA e Perfoline SAS, operanti  nella vendita di prodotti dimagranti e per la cura della persona. La censura riguarda la diffusione di messaggi e claim, attraverso siti mono-prodotti e anche attraverso giornali, youtube e social network, email e newsletter inviate ai consumatori, per la vendita di  prodotti dimagranti. La promozione – recita la sentenza evidenziava “risultati immediati, semplici e duraturi in termini di perdita di peso, ottenibili per effetto della mera assunzione dei prodotti in questione, non essendo necessario intraprendere alcuna attività sportiva o un regime alimentare ipocalorico ed equilibrati».

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Cafè form è uno dei prodotti di Perfoline condannato per pubblicità ingannevole dall’Antitrust
Secondo quanto riferito dall’agenzia i  prodotti sotto accusa sono diversi: si tratta di Carcioforte, CaféForm, Cavolo Forte, Decaburner, Maggie Drozd, Total Fit 2020, GlucoBurner, Slim 5, Abrelax 3, Caffè Verde Forte Plus, Ketomang Express Forte. «La condotta oggetto di analisi – spiega l’Antitrust – si sostanzia nella diffusione di informazioni ingannevoli e omissive per la promozione di numerosi prodotti con efficacia dimagrante, idonee ad alterare il processo volitivo del consumatore medio cui sono rivolte.

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I prodotti commercializzati vantavano l’utilizzo di ingredienti “naturali” come carciofo, zuppa di cavolo o frutta
La promessa di ottenere un effetto dimagrante attraverso prodotti composti da sostanze come carciofo, caffè verde, cavolo, peperoncino, aceto di sidro di mele e maté verde è stata veicolata attraverso affermazioni e diciture ricche di enfasi. “Perdere peso velocemente: con gli incredibili poteri dimagranti del carciofo in una capsula iper-concentrata” è per esempio la promessa di Carcioforte, presentato come “un vero distruttore di grassi, il migliore mai offerto a tutti coloro che soffrono a causa dei chili di troppo e per i quali prima nulla aveva funzionato”. Viene vantato, con lo stesso stile enfatico e allettante, anche “il potere dimagrante della zuppa di cavolo finalmente in una capsula”. E c’è infine la promessa di poter dimagrire semplicemente aiutandosi con l’assunzione di “capsule iperconcentrate a base di caffè verde”.

Un altro aspetto ritenuto censurabile riguarda «I contenuti informativi riportati principalmente nei Siti, ma anche a mezzo stampa, youtube e social network, email/newsletter, che lasciano intendere nel loro complesso che l’assunzione dei prodotti è sufficiente, di per sé, a dimagrire in modo considerevole e in breve tempo, senza necessità di ricorrere ad un regime alimentare ipocalorico e/o ad un esercizio fisico controllato e senza alcun rischio per la salute (ad es.15 kg in 9 settimane/34 kg in 5 mesi/22 kg in 4 mesi)».
L’Antitrust ha multato Perfoline SA con una sanzione di  250 mila euro mentre per  Perfoline SAS  si arriva a 400 mila euro.
http://www.ilfattoalimentare.it/dimagrire-antitrust-perfoline.html

giovedì 22 gennaio 2015

Produceva mozzarelle senza latte: sequestro in un caseificio del salernitano


Avete presente le contraffazioni alimentari? Beh, qui siamo oltre. A Serre (Salerno), i carabinieri dei Nas hanno sequestrato un caseificio cheproduceva mozzarelle senza approvvigionarsi di latte. Nell'operazione sono stati sequestrati anche 700 chili di prodotti caseari non tracciati e di prodotti in corso di lavorazione.
Nel caseificio i militari hanno trovato ingenti quantitativi di cagliata proveniente dall'est Europa e vari tipi di prodotti caseari provenienti da altri caseifici e dalla grande distribuzione alimentare. Alcuni di questi prodotti erano scaduti e altri rovinati. Secondo gli investigatori, vista l'assenza di latte da utilizzare come materia prima nel caseificio si produceva mozzarella mescolando alla cagliata i latticini ritirati dal mercato, aggiungendo prodotti chimici (come acido citrico e ipoclorito di sodio, anch'essi trovati dai carabinieri nel caseificio) per rendere le mozzarelle artificiosamente più presentabili e gustose.
Sempre secondo i carabinieri l'affumicatura di alcuni prodotti avveniva utilizzando il retro di un furgone in disuso nel quale venivano sistemati gli alimenti e poi convogliati i fumi prodotti in fusti metallici bruciando cartone stampato e altro materiale di rifiuto. Il titolare del caseificio è stato denunciato alla magistratura per detenzione di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione e destinati alla frode commerciale in quanto preparati con ingredienti non più genuini e provenienti da attività produttive altrui. All'imprenditore si contestano anche i reati ambientali relativi allo smaltimento dei rifiuti e all'attività di affumicatura degli alimenti.
http://www.quotidiano.net/salerno-i-nas-scoprono-caseificio-che-produce-mozzarelle-senza-latte-1.597503

lunedì 12 gennaio 2015

Cina, carne di maiale contaminata Oltre mille tonnellate sotto sequestro

La polizia cinese ha posto sotto sequestro oltre mille tonnellate di carne di maiale contaminata proveniente da animali morti per malattia; 75 persone responsabili della frode sono già state perseguite penalmente

È di oltre 110 arresti il bilancio di un'operazione di polizia in Cina che ha colpito undici gruppi ritenuti responsabili della vendita di carne di maiale contaminata proveniente da animali morti per malattia. Nell'operazione, le forze dell'ordine hanno anche confiscato oltre mille tonnellate di carne e 48 tonnellate di olio da cucina di origine animale. Lo riferisce un rapporto del ministero della Pubblica sicurezza cinese.



I gruppi all'origine dello scandalo alimentare sono accusati di avere acquistato a basso prezzo i maiali malati da allevatori compiacenti a partire dal 2008, e di avere pagato tangenti alle autorità sanitarie per ottenere in cambio certificati di qualità del prodotto, poi rivenduto in undici province dell'area centro-meridionale del Paese. Le indagini sullo scandalo alimentare erano cominciate nel 2013.

Settantacinque persone responsabili della frode sono già state perseguite penalmente, scrive l'agenzia Xinhua, e la carne prodotta è all'attenzione degli inquirenti. La carne di maiale è uno dei più importanti cibi nella dieta cinese ed è stata nel recente passato al centro di altri scandali: nel 2013, i resti di oltre diecimila maiali sono stati ritrovati nel fiume Huangpu, dopo che un'operazione di polizia aveva sgominato una banda che rivendeva le carcasse sul mercato nero.

Uno degli scandali più noti di carne avariata è avvenuto la scorsa estate e ha coinvolto il gruppo di Shanghai Husi, controllata della statunitense Osi, che secondo un reportage mandato in onda sull'emittente cinese Dragon tv, utilizzava carne avariata o di cattiva qualità per rifornire le grandi catene di fast food, come McDonald's, presenti in Cina. A seguito della scandalo, i fast food che si rifornivano dall'azienda di Shanghai hanno per alcuni giorni ritirato i prodotti a base di carne dai propri punti vendita.

In Italia nessuna traccia di carne contaminata
L’Italia non ha importato carni di maiale fresche, refrigerate, congelate e neanche salami o frattaglie dalla Cina che si conferma essere il Paese con maggiori rischi per la sicurezza alimentare. È quanto emerge da un analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi all’ultimo anno, in riferimento all’ultimo scandalo alimentare in Cina. La spinta verso la crescita dell’economia cinese ha determinato conseguenze sul piano della sicurezza alimentare ed ambientale i cui effetti si fanno sentire.

Lo scandalo della carne di maiale che segue di qualche anno quello della presenza di melanina nel latte che ha portato morti per avvelenamento e paura nei diversi continenti, è la conseguenza di una politica di contenimento esasperato dei costi, legittimati sull’altare di un libero mercato senza regole.

Le importazioni di prodotti agricoli ed alimentari cinesi in Italia sono stimate in oltre mezzo miliardo di euro nel 2014 e riguardano tra l’altro concentrato di pomodoro, miele, riso ed aglio. Secondo i dati del sistema di allerta comunitario, il gigante asiatico si classifica al primo posto nella commercializzazione di cibi a rischio per la salute con ben 446 allerte pari al 14% del totale.
http://www.italiaatavola.net/articolo.aspx?id=37809