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venerdì 1 luglio 2011
La macchina per l'espresso nuona icona della lobby le meridien
I primi dieci minuti di presenza dei viaggiatori in albergo sono quelli decisivi a definire la qualità del soggiorno. Un'entrata visivamente e musicalmente di impatto, capace di immergere immediatamente le persone nell'atmosfera Le Méridien, rappresenta quindi il punto di partenza essenziale per accogliere bene gli ospiti. Parte da questi presupposti il Le Méridien Hub: il nuovo concept di lobby dell'omonimo brand Starwood, che intende realizzare spazi sociali dove lo persone possano conversare in un ambiente creativo. Il progetto è stato curato dall'Lm100: un gruppo di consulenti culturalmente innovativi, selezionati dalla stessa compagnia alberghiera negli ambiti multidisciplinari dell'arte, dell'architettura, del design e dell'enogastronomia, per curare i programmi dedicati allo sviluppo delle esperienze dei propri ospiti Le Méridien. Gli spazi della lobby diventeranno così delle vere e proprie zone interattive: sedute in stile caffè, librerie con titoli dedicati alla cultura locale e un denso programma di eventi sono solo alcuni degli elementi pensati per stimolare il dialogo e la comunicazione tra le persone. Il Latitude bar, poi, con la presenza iconica della macchina per il caffè espresso (non a caso tra i nomi compresi nell'Lm 100 c'è anche l'italiano Andrea Illy), contribuirà a supportare l'atmosfera creativa dell'Hub, grazie ai suoni e ai profumi di un classico coffee bar nel corso del giorno e a uno stile più rilassato, quasi da wine bar, durante le ore notturne. Sarà il Le Méridien Barcelona il primo hotel ad attivare la nuova lobby Hub, a cui presto seguiranno le altre strutture del brand sparse nel mondo.
La pubblicita' dei superalcolici e' ingannevole?
I veri professionisti del bere lo sostengono da sempre: drink e cocktail rappresentano una vera e propria cultura, uno stile di vita che va seguito con coscienza e moderazione, alla ricerca soprattutto della qualità. Eppure non sempre le cose vanno in questo modo. E forse è anche colpa della pubblicità ingannevole. Almeno questo è quello che fa pensare una recente ricerca dell'americano Marin Institute: un'istituzione preposta proprio al controllo dell'industria degli alcolici. «Gli operatori del vino», ha spiegato il research and policy director del Marin Institute, Michele Simon, coautore dell'indagine, «sono andati avanti anni sovrastimando i benefici dei loro prodotti. Ora le maggiori compagnie di superalcolici stanno portando questi messaggi a livelli senza precedenti». Il riferimento è alle campagne pubblicitarie in cui tali prodotti sono associati a messaggi che sfidano qualsiasi evidenza scientifica in materia. «Utilizzando termini come “addizionato di vitamina B”, “nutriente antiossidante” o “tutto naturale”, combinati con immagini di frutta o di giovani atleti che corrono o vanno in bicicletta, le compagnie dell'industria degli alcolici vogliono accostare i propri prodotti a uno stile di vita attivo, senza neppure smorzare il messaggio con un pizzico di ironia». L'idea è quella di cavalcare la moda dei prodotti salutari, che tanto efficace si è dimostrata nel mercato dell'industria del cibo. Ma, conclude sempre lo studio, in questo caso il messaggio risulta «legalmente labile, moralmente stonato e potenzialmente pericoloso».
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