giovedì 18 gennaio 2018

Cibi crudi per cani e gatti? Possono essere “bombe biologiche” pericolose anche per l’uomo. I risultati di uno studio evidenziano la presenza di E. coli, Salmonella, Listeria e altri patogeni

I cibi crudi per cani e gatti, sempre più popolari, costituiscono un’importante fonte di diffusione di infezioni alimentari. Di conseguenza, sono pericolosi tanto per gli animali quanto per i loro proprietari e, in generale, per gli esseri umani. Dal momento che, al di là delle pubblicità e delle leggende che circolano in rete, non è mai stato dimostrato alcun vantaggio nutrizionale rispetto agli alimenti tradizionali, sarebbe opportuno evitare di comprarli e darli ai propri animali da compagnia.
La conclusione di uno studio olandese pubblicato su Vet Record, rivista del gruppo del British Medical Journal non lascia molto spazio ai dubbi.  La ricerca per la prima volta riporta un’analisi realizzata dai veterinari del National Institute for Public Health and the Environment di Bilthoven, su cosa realmente contengono 35 prodotti crudi per pet distribuiti da otto grandi marchi nei supermercati, nei negozi specializzati e dai veterinari olandesi,  realizzati con carni, ossa e sottoprodotti della lavorazione di manzi, pollame, anatre, agnelli e cavalli.
Il 40% dei campioni contiene Escherichia coli in concentrazioni superiori a quelle ritenute pericolose per l’uomo. Nel 23% sono state riscontrate quantità significative del ceppo più temuto di E. coli, quello denominato 0157, responsabile di molte epidemie tra le quali, per esempio, quella veicolata dalla lattuga negli Stati Uniti, che nelle ultime settimane ha fatto registrare due decessi e una cinquantina di ricoveri in tutto il Nord America.
Oltre ai colibatteri, poi, gli autori hanno rilevato la presenza di altri due germi pericolosi, il Sarcocystis cruzi e il Toxoplasma gondii rispettivamente nell’11 e nel 6% dei campioni, nonché di Listeria e Salmonella, rispettivamente nel 43 e nel 20% dei cibi verificati.
Nei campioni di cibo crudo per cani e gatti sono stati riscontrati patogeni come E. coli O157, Salmonella e Listeria
Anche se il numero di alimenti controllati non è molto grande, la ricerca conferma i dati di un’altro studio simile condotta negli Stati Uniti su 196 campioni di cibi crudi.  I riscontri su oltre un migliaio di alimenti per animali domestici analizzati per verificare la presenza di Listeria (trovata nel 32% dei cibi crudi, e in nessuno degli altri), e di Salmonella (presente nel 15% dei campioni crudi, e in nessuno di quelli cotti) oltre a diversi altri patogeni, ha portato i ricercatori a ritenere le contaminazioni molto più probabili nei prodotti crudi  rispetto a quelli tradizionali, che sono sempre cotti e sterilizzati.
Dopo la pubblicazione di questi dati, la Food and Drug Administration ha emanato un comunicato ritenendo reale la presenza di rischi. Il proprietario dell’animale può infatti contaminarsi anche solo maneggiando il cibo o le feci, e in generale la presenza di un’elevata carica batterica può favorire la diffusione di infezioni tra animali e gli uomini, nonché la selezione di ceppi resistenti.
L’FDA consiglia  di fare molta attenzione e tenere questi alimenti separati dagli altri, chiusi, coperti e di riporli subito nel congelatore se la confezione non viene usata interamente, di non far colare alcun liquido al di fuori della confezione. Si raccomanda poi di lavare e disinfettare i materiali che entrano in contatto come i lavandini, i taglieri, le ciotole, le forchette, i forni a microonde usati per scongelarli e gli stessi congelatori, e poi le mani. Infine non baciare mai il proprio animale soprattutto nella zona della bocca e in particolare dopo che ha mangiato.
Una lista di consigli che sembra più adatta alla minaccia di un’arma biologica che a un tipo di alimenti per pet. Ma maneggiare cibi che possono contenere elevate cariche batteriche è appunto un po’ come avere a che fare con un’arma biologica, secondo la FDA, che ha anche un’apposita policy di tolleranza zero per la Salmonellanegli alimenti per animali. E soprattutto – sottolineano gli autori – non c’è alcun motivo valido per dare ai propri animali alimenti crudi a base di carne o pesce e derivati. Se la scelta è comunque questa, concludono, è indispensabile che si sappia come maneggiare questi alimenti, e sarebbe auspicabile anche che vi fosse un obbligo di indicazione in etichetta dei rischi che si corrono per il proprio animale, per sé e per tutta la comunità
http://www.ilfattoalimentare.it/cibi-crudi-animali-domestici.html

martedì 19 dicembre 2017

Truffa del biologico in Sicilia. Perquisizioni e sequestri in nove aziende agricole. FederBio bisogna essere chiari altrimenti è allarmismo



Sequestrate
 oltre dieci tonnellate tra prodotti chimici, fertilizzanti, concimi, sementi alterate e pesticidi vietati in agricoltura biologica, ed eseguiti quindici provvedimenti di perquisizione e sequestro emessi dalla Procura della Repubblica nei confronti, tra gli altri, di nove titolari di aziende agricole, indagati per i reati di frode in commercio e truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione Europea. È questo il bilancio di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza in provincia di Ragusa nell’ambito delle indagini, avviate all’inizio dell’anno, su un articolato sistema di frode finalizzato alla commercializzazione, in Italia e nei principali paesi europei, di prodotti ortofrutticoli falsamente etichettati come provenienti da agricoltura “Biologica e Biodinamica”, anche attraverso l’alterazione dei risultati delle analisi chimiche eseguite su campioni di prodotti.
In alcuni casi, i finanzieri sono riusciti anche a risalire alle ditte fornitrici dei prodotti chimici, scoprendo anche un sistema di evasione fiscale di oltre 200.000 euro. L’esame della documentazione sequestrata, concernente acquisti e vendite tra il 2015 ed il 2017, ha consentito di quantificare in oltre otto milioni di euro l’ammontare delle movimentazioni di falsi prodotti “Bio” effettuate dalle aziende controllate, con una indebita percezione di contributi, finanziamenti ed agevolazioni pubbliche proprie dell’agricoltura biologica, pari a circa un milione di euro.


La truffa del biologico in Sicilia ha portato a perquisizioni e sequestri in nove aziende agricole

Da parte di FederBio è stato chiesto che gli organismi di vigilanza e controllo del ministero delle Politiche agricole forniscano “tempestivamente ulteriori elementi, facendo così chiarezza e delimitando con esattezza l’entità del caso, senza lasciare immotivate ombre sulle 11.451 aziende biologiche siciliane e sulle 72.154 aziende biologiche italiane che operano in assoluta correttezza”.
Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, sottolinea che “alcune delle aziende indagate erano già state oggetto di segnalazioni agli organismi di certificazione anche da parte della federazione, che da alcuni anni ha proposto delle linee guida e dei piani di controllo rinforzato per questa tipologia di azienda, evidentemente a rischio. Come in altre vicende di frode, queste indicazioni sono state disattese e questo conferma l’urgenza di una vera riforma del sistema di controllo del settore biologico, che riguardi sia il coordinamento e la vigilanza degli organismi di certificazione che il conflitto di interessi fra organismi e operatori controllati”.
http://www.ilfattoalimentare.it/truffa-del-biologico-sicilia-2017.html

domenica 22 ottobre 2017

Scoperta mozzarella di bufala venduta sfusa in Germania



Il Consorzio: controlli aumentati, così garantiamo i consumatori
Un formaggio a pasta filata venduto sfuso ed etichettato come mozzarella di bufala campana nel reparto gastronomia di due catene della Grande distribuzione in Germania. L’irregolarità è stata scoperta nel corso di uno dei monitoraggi all’estero effettuati dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop. Immediatamente è scattata la segnalazione da parte del Consorzio all’Ispettorato centrale qualità e repressione frodi del ministero delle Politiche agricole (Icqrf), che ha avviato la procedura “ex officio” prevista dall’Ue, con la responsabilità diretta di ogni Stato membro. Saranno le autorità preposte a definire le ipotesi di illeciti e le conseguenti azioni giudiziarie.
 
“Il mercato tedesco è strategico per l’export della mozzarella di bufala campana Dop, come abbiamo potuto confermare partecipando alla fiera Anuga di Colonia, che si è conclusa proprio ieri con un bilancio molto positivo in termini di promozione della bufala Dop. Per questo manteniamo alta la vigilanza sui canali e sulle modalità di vendita del prodotto”, commenta il direttore del Consorzio di Tutela, Pier Maria Saccani, e aggiunge: “Quest’ultimo caso testimonia che esistono diverse problematiche all’estero, sulle quali la nostra attenzione è massima”.
 
L’operazione è avvenuta proprio a ridosso di Anuga e rientra nel “patto di collaborazione” per il monitoraggio congiunto in Europa firmato dal Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop con i Consorzi di Tutela del Grana Padano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto di Parma Dop e Prosecco Doc. Un lavoro che nel biennio 2016/2017 contempla oltre 990 visite nei punti vendita di nove Paesi europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera).
 
Oltre a questa intesa, sono stati stipulati accordi con i Consorzi di tutela del Prosecco Doc e del Provolone Valpadana Dop per collaborare nelle azioni di vigilanza nazionale. L’obiettivo è raddoppiare il numero dei controlli effettuati sulla mozzarella di bufala campana dal Consorzio. Nel 2016 sono stati 1289, ma nei primi otto mesi del 2017 il bilancio è già di 2066 controlli, con un aumento del 60%. Entro fine anno si punta a raggiungere i 2500 accertamenti.
 
“La vigilanza è un settore chiave della nostra attività e l’aumento del numero di verifiche è frutto di una chiara volontà di offrire sempre più garanzie ai consumatori su un prodotto che ha proprio nella qualità il suo punto di forza”, sottolinea il presidente del Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo. “Questi numeri – conclude – si riferiscono solo all’attività effettuata da noi, a cui vanno aggiunte le fondamentali azioni degli altri organismi di controllo. In un anno il prodotto subisce oltre 10mila verifiche, offrendo una totale garanzia del pieno rispetto delle regole”


http://www.frodialimentari.it

NAS Alessandria: falso vino “barolo”, sequestrate 700 bottiglie

I Carabinieri del NAS di Alessandria, nell’ambito dei controlli stagionali sulla campagna di vinificazione 2017, finalizzati al contrasto della contraffazione e sofisticazione nel settore vitivinicolo, hanno eseguito, su mandato della Procura della Repubblica di Asti, una perquisizione presso un’azienda del cuneese, rinvenendo circa 700 bottiglie di falso vino “Barolo” DOCG, del valore di circa 30 mila euro.
I Carabinieri del NAS, in collaborazione con il personale del locale Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, hanno proceduto al sequestro del vino DOCG sofisticato, nonché di numerose etichette, contrassegni e documentazione anch’essi contraffatti per l’immissione del prodotto sul mercato, facendolo apparire come vino Barolo pur non avendo i requisiti dello specifico disciplinare di produzione.
Il titolare della cantina è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per frode in commercio.
Il vino in modeste quantità può avere effetti benefici per la salute, ma al momento dell’acquisto il NAS consiglia al consumatore di leggere attentamente l’etichetta, verificando in modo particolare la presenza di alcune indicazioni obbligatorie per i vini di qualità quali: nome della regione di provenienza, denominazione, annata, categoria (IGT, DOC, DOP e DOCG), imbottigliatore, volume nominale, titolo alcolometrico, lotto di produzione, fascetta di sicurezza con sigillo di Stato (solo per DOC e DOCG) a chiusura della bottiglia.



http://www.frodialimentari.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10577:nas-alessandria-falso-vino-barolo-sequestrate-700-bottiglie&catid=1312:ultimora&Itemid=16

NAS Pescara: ancora controlli a istituti scolastici e mense, disposta chiusura di un’area giochi




I Carabinieri del NAS di Pescara sono ancora impegnati nell’attività di controllo agli istituti scolastici, avviata in occasione dell’apertura dell’anno scolastico.
I militari hanno disposto la chiusura di un’area giochi di un asilo nido privato della provincia di Chieti, per mancanza dei requisiti strutturali e autorizzativi accertati nel corso di un’ispezione igienico-sanitaria eseguita nell’ambito della peculiare campagna di sicurezza scolastica.
I Carabinieri del NAS abruzzese hanno eseguito attività ispettiva anche presso la mensa di una scuola primaria della medesima provincia, accertando numerose carenze igienico-sanitarie: sedie e tavoli rotti,  superfici di lavoro vetuste, difficilmente lavabili e sanificabili, armadietti del personale arrugginiti. L’azienda gestrice della refezione, inoltre, somministrava ai bambini alimenti non garantiti da un adeguato sistema di tracciabilità. Nella medesima scuola i militari hanno riscontrato servizi igienici rotti, sistema di illuminazione non perfettamente funzionante, infiltrazioni di acqua alle pareti e stato di abbandono dell’area esterna.
Per le irregolarità accertate il gestore della mensa ed il Sindaco del Comune responsabile dell’osservanza delle norme tecniche relative all’edilizia scolastica, sono stati segnalati alle autorità competenti.