È stata ritirata dai supermercati Eurospin la zuppa di pesce Ondina, perché conterrebbe un'eccessiva quantità di mercurio, abbastanza da essere pericolosa per i consumatori. L'azienda ha comunicato che: "la zuppa di pesce 800 grammi dell'Ondina del lotto LM 11/152063 deve essere ritirata dal commercio perché ha valori di mercurio molto elevati". Ad essere coinvolti dal ritiro sono i supermercati di diverse regioni d'Italia, tra le quali l'Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Lombardia, il Trentino Alto-Adige, il Veneto, la Sicilia e la Calabria. Nel caso di acquisto della zuppa, la catena di supermercati invita a riportarlo subito al punto vendita in cui è stato com
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11883310/zuppa-pesce-ondina-ritirata-eurospin.htmlNotizie e Curiosita' dal Mondo dell' Enogastronomia e non solo......
mercoledì 2 marzo 2016
martedì 1 marzo 2016
Scienziati sotto shock: ”Eliminato il 93% del tumore in due giorni” Basta assumere ogni giorno tre cucchiaini di…
Lo studio pubblicato sulla rivista Cancer Research dai ricercatori dell’Università di Adelaide ha scoperto che l’acido laurico, che costituisce almeno il 50% dell’olio di cocco, ha sterminato più del 90% delle cellule del cancro del colon dopo appena due giorni di trattamento in una linea cellulare di tumore del colon in vitro.
I ricercatori hanno scoperto che l’olio di cocco è ricco di una potente sostanza anticancro che si è dimostrata in grado di uccidere il 93% delle cellule del cancro al colon in soli due giorni.
Lo studio cita anche altre ricerche che mostrano come l’acido laurico può indurre morte delle cellule tumorali sia in vitro che in vivo. Infatti sono stati condotti degli studi sugli animali che mostrano come l’olio di cocco sia effettivamente potente nella cura del cancro.
I ricercatori hanno scoperto infatti che l’acido laurico ha indotto la morte delle cellule cancerose nel tratto intestinale delle cellule epiteliali dei topi.
L’acido laurico è un acido grasso a catena media che si trova in grande quantità nel latte materno e che:
- Supporta il sistema immunitario
- Ha proprietà antimicrobiche
- Ha proprietà antivirali
- Induce la morte delle cellule cancerose
- E’ in grado di inibire efficacemente l’enzima 5 alfa reduttasi che trasforma il testosterone in DHT (diidrotestosterone) e quindi è utile per contrastare le affezioni legate agli androgeni come l’iperplasia e il tumore della prostata, l’irsutismo, la sindrome dell’ovaio policistico, l’acne e l’alopecia androgenetica.
Secondo l’American Society for Nutrition, gli studi clinici hanno anche dimostrato che i grassi trovati all’interno l’olio di cocco “sono utili nel trattamento e prevenzione di malattie come il diabete, l’osteoporosi, malattie dovute a virus (mononucleosi, epatite C, l’herpes, ecc), malattie della colecisti,morbo di Crohn, e il cancro.”
L’olio di cocco si è dimostrato anche in grado di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e migliorare la qualità della vita dei malati di cancro.
Io lo consumo da ormai sei mesi quasi quotidianamente ed è diventato parte integrante della mia dieta.
Ci sarebbero tante proprietà salutari e curative associate all’olio di cocco e ulteriori ricerche potrebbero mettere in luce altre possibili applicazioni.
Olio di Cocco – Pura Energia per rinforzare denti, ossa, fegato, tiroide e metabolismo e Ecco perché l’olio di cocco è meglio di qualunque dentifricio.
Olio di Cocco – Pura Energia per rinforzare denti, ossa, fegato, tiroide e metabolismo e Ecco perché l’olio di cocco è meglio di qualunque dentifricio.
L’importante è scegliere olio di cocco vergine biologico estratto a freddo se vogliamo godere di tutti i benefici.
Per chi si approccia per la prima volta all’olio di cocco ne consiglio tre cucchiaini al giorno direttamente in bocca o nei frullati o nello yogurt. E’ ottimo per sbiancare i denti, depurare facendoci l’oil pulling, guarisce la pelle e tanto altro. Fonte
http://www.naturalmente.tv/scienziati-sotto-shock-elimina-il-93-del-tumore-in-due-giorni-basta-assumere-ogni-giorno-tre-cucchiaini-di/
domenica 6 dicembre 2015
Dopo aver invaso i pesci e i molluschi la plastica si trova anche nel sale! Si tratta di particelle di materiale usato per sacchetti, borse, bottiglie…
La microplastica che contamina pesci e molluschi (secondo un recente studio pubblicato su Scientific Reports in percentuali che si aggirano attorno al 30% dei primi, e al 50-60% dei secondi), si ritrova anche nel sale marino, almeno in Cina. L’hanno rilevata i ricercatori della Donghua University di Shanghai andando a verificarne la presenza nel sale normalmente venduto al supermercato.
Come raccontano su Environmental Science & Technology, i ricercatori hanno preso vari campioni di 15 tra i marchi più diffusi di sale proveniente dal mare, dai laghi e di roccia, per verificare la concentrazione di particelle di plastica per chilo di prodotto. Hanno così scoperto che se il sale di roccia (che di solito si estrae da grotte e giacimenti sotterranei) ne contiene tra 7 e 204 particelle per chilo, quello di lago tra 43 e 364, quello di mare ne accumula tra le 550 e i 681 per chilo, e di molti tipi diversi.
Inoltre, nel 55% dei casi le particelle sono molto piccole, con diametro inferiore ai 200 micron, fattore che ne aumenta la pericolosità, dal momento che minore è il diametro, e maggiore è il rischio di accumulo. Tra le microplastiche più diffuse troviamo il cellophane, il polietilene e il polietilene tereftalato: tutti materiali utilizzati per produrre sacchetti, shopper, bottiglie di acqua ma anche cosmetici e altre fonti di oggetti di largo consumo oltre che dagli scarichi industriali.
Secondo l’OMS il quantitativo massimo che un essere umano può tollerare in un anno, prima che la sua salute ne risenta, è 1.000 parti per chilo (particelle <1 mm), un valore molto inferiore rispetto alle 11.000 che, secondo uno studio di pochi mesi fa pubblicato su Environmental Pollution, ne assume ogni europeo abituato a mangiare abitualmente molluschi marini di allevamento come cozze o vongole (dove la quantità media di microplastica è di circa 360 unità per chilo per i molluschi, 470 per le ostriche).
Secondo gli autori dello studio, però, anche consumando sale di origine marino è facile raggiungere il valore soglia dell’OMS, e superarlo. È vero che lo studio riguarda solo sale cinese (proveniente da diversi siti del paese), ma non ci sono ragioni valide per ritenere che altrove la situazione sia migliore. Piuttosto, è necessario intensificare gli sforzi per diminuire l’impiego delle plastiche derivate dal petrolio, una grande parte delle quali, inesorabilmente, finisce nei mari e, da lì, nei nostri piatti.
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lunedì 26 ottobre 2015
Vino contraffatto, sequestrati 160 mila litri di finto Brunello di Montalcino
Vino contrafatto
Proseguono senza soste le truffe alimentari, oggi è la volta del vino contraffatto, di bassa qualità ma spacciato per Brunello di Montalcino
Non si arrestano i tentativi di truffa a danno dei consumatori. Dopo gli innumerevoli raggiri alimentari si prova anche la strada del vino, spacciando per prodotto di alta qualità ciò che neanche lontanamente vi si avvicina. E’ ingente la quantità di vino contraffatto sequestrata nelle scorse ore in Toscana: ben 220.600 bottiglie per un totale di oltre 160 mila litri di vino di bassa qualità, spacciato per Brunello di Montalcino. Una truffa ai danni di quello che oggi è ormai un vero e proprio brand per il territorio toscano ma anche per quello nazionale ed internazionale, trattandosi di una delle eccellenze enologiche nazionali più diffuse al mondo.
Non si arrestano i tentativi di truffa a danno dei consumatori. Dopo gli innumerevoli raggiri alimentari si prova anche la strada del vino, spacciando per prodotto di alta qualità ciò che neanche lontanamente vi si avvicina. E’ ingente la quantità di vino contraffatto sequestrata nelle scorse ore in Toscana: ben 220.600 bottiglie per un totale di oltre 160 mila litri di vino di bassa qualità, spacciato per Brunello di Montalcino. Una truffa ai danni di quello che oggi è ormai un vero e proprio brand per il territorio toscano ma anche per quello nazionale ed internazionale, trattandosi di una delle eccellenze enologiche nazionali più diffuse al mondo.
Il sequestro del vino contraffatto è scattato in seguito ad una segnalazione del consorzio del Brunello che ha portato la Procura di Siena ad avviare le indagini nei confronti di un consulente tecnico di diverse aziende agricole. Tra il 2011 e il 2013 l’uomo avrebbe venduto, spacciandolo per Brunello e Rosso di Montalcino, enormi quantità di vino di modesta qualità e dunque di scarso valore; le indagini hanno avuto il loro epilogo con l’intervento della Guardia di Finanza di Siena che ha accertato la frode del vino contraffatto e scoperto centinaia di migliaia di bottiglie, per un valore complessivo stimato in circa un milione di euro, che sono state poste sotto sequestro. Ma non solo: il consulente tecnico, che è stato denunciato, disponeva anche di ben 2350 contrassegni di Stato contraffatti.
http://www.truffeeraggiri.com/vino-contraffatto-sequestrati-160-mila-litri-di-finto-brunello-di-montalcino-582/
http://www.truffeeraggiri.com/vino-contraffatto-sequestrati-160-mila-litri-di-finto-brunello-di-montalcino-582/
Carne avariata ma colorata, sequestrate 23 tonnellate in Sicilia
Carne avariata colorata, foto fanpage.it
Scoperta choc in Sicilia dove 23 tonnellate di carne avariata sono state sequestrate. Erano state colorate per sembrare fresche
L’apparenza inganna, rcorda il famoso detto, e in alcuni casi può anche risultare pericolosa per la salute. Come accaduto in Sicilia dove carne avariata e in alcuni casi quasi marcita veniva ‘colorata’ ovvero trattata con solfiti e nitrati per conferirgli un aspetto simile a quello della carne fresca. A dispetto del colore rosso vivo però, il prodotto alimentare era già ampiamente ossidato: in tal modo i truffatori ne nascondevano gli effetti, su tutti lo scurimento delle carni. E’ accaduto in Sicilia dove tra Palermo, Agrigento e Trapani, in seguito ad una fitta serie di controlli, i Nas di Palermo hanno individuato e sequestrato ben quattro tonnellate di carni trattate. 23 macellari sono stati denunciati, insieme al direttore commerciale ed al legale di un deposito di carni all’ingrosso di Palermo.
La procedura di occultamento era piuttosto semplice per i truffatori quanto rischiosa per gli acquirenti: le carni, in avanzato stato di decomposizione, venivano presentate come fresche aggiungendo agenti chimici come solfiti che, all’apparenza, le facevano sembrare fresche. Ma gli ignari clienti vedevano solo una colorazione artificiale della carne avariata, al di sotto della quale si nascondevano i guai. Non è la prima volta che accade in Italia, ed in particolare in Sicilia dove alcuni anni fa erano stati messi a segno sequestri di almeno una tonnellata di carni macinate con l’aggiunta di solfiti. In quell’occasione i militari avevano denunciato 13 titolari di macellerie. Ma cosa rischia chi acquista questa carne? le conseguenze possono essere anche piuttosto serie: si va dalle forti emicranie all’ipotensione, dall’orticaria agli attacchi di vomito. E’ soprattutto per questa ragione che l’aggiunta di solfiti, nei limiti previsti per legge, deve essere sempre indicata sull’etichetta, in quanto molte persone risultano intolleranti a questi ed altri agenti chimici.
http://www.truffeeraggiri.com/carne-avariata-ma-colorata-sequestrate-23-tonnellate-sicilia-896/
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