lunedì 26 ottobre 2015

Carne avariata ma colorata, sequestrate 23 tonnellate in Sicilia

Carne avariata colorata
Carne avariata colorata, foto fanpage.it
Scoperta choc in Sicilia dove 23 tonnellate di carne avariata sono state sequestrate. Erano state colorate per sembrare fresche
L’apparenza inganna, rcorda il famoso detto, e in alcuni casi può anche risultare pericolosa per la salute. Come accaduto in Sicilia dove carne avariata e in alcuni casi quasi marcita veniva ‘colorata’ ovvero trattata con solfiti e nitrati per conferirgli un aspetto simile a quello della carne fresca. A dispetto del colore rosso vivo però, il prodotto alimentare era già ampiamente ossidato: in tal modo i truffatori ne nascondevano gli effetti, su tutti lo scurimento delle carni. E’ accaduto in Sicilia dove tra Palermo, Agrigento e Trapani, in seguito ad una fitta serie di controlli, i Nas di Palermo hanno individuato e sequestrato ben quattro tonnellate di carni trattate. 23 macellari sono stati denunciati, insieme al direttore commerciale ed al legale di un deposito di carni all’ingrosso di Palermo.
La procedura di occultamento era piuttosto semplice per i truffatori quanto rischiosa per gli acquirenti: le carni, in avanzato stato di decomposizione, venivano presentate come fresche aggiungendo agenti chimici come solfiti che, all’apparenza, le facevano sembrare fresche. Ma gli ignari clienti vedevano solo una colorazione artificiale della carne avariata, al di sotto della quale si nascondevano i guai. Non è la prima volta che accade in Italia, ed in particolare in Sicilia dove alcuni anni fa erano stati messi a segno sequestri di almeno una tonnellata di carni macinate con l’aggiunta di solfiti. In quell’occasione i militari avevano denunciato 13 titolari di macellerie. Ma cosa rischia chi acquista questa carne? le conseguenze possono essere anche piuttosto serie: si va dalle forti emicranie all’ipotensione, dall’orticaria agli attacchi di vomito. E’ soprattutto per questa ragione che l’aggiunta di solfiti, nei limiti previsti per legge, deve essere sempre indicata sull’etichetta, in quanto molte persone risultano intolleranti a questi ed altri agenti chimici.
http://www.truffeeraggiri.com/carne-avariata-ma-colorata-sequestrate-23-tonnellate-sicilia-896/

mercoledì 17 giugno 2015

Allerta per mercurio in pesce spada e Listeria in salmone affumicato… Ritirati dal mercato europeo 78 prodotti

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Allerta per mercurio in pesce spada spagnolo
Nella settimana n°24 del 2015 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) sono state 78 (12 quelle inviate dal Ministero della salute italiano).
L’elenco dei prodotti distribuiti in Italia oggetto di allerta comprende tre casi: mercurio in pesce spada (Xiphias gladius) spagnolo; Listeria monocytogenes in salmone affumicato refrigerato dalla Danimarca; mercurio in filetti di pesce spada (Xiphias gladius) refrigerato sottovuoto dalla Spagna.
Nella lista delle informative sui prodotti diffusi in Italia che non implicano un intervento urgente troviamo: mercurio in pesce spada (Xiphias gladius) spagnolo; sostanza non autorizzata (E450 – difosfato) in tonno pinna gialla confezionato sotto vuote e refrigerato dalla Spagna.
Tra i lotti respinti alle frontiere od oggetto di informazione, l’Italia segnala: Salmonella anatum in filetto di petto di tacchino refrigerato dalla Francia; contenuto troppo alto di coloranti (E102 – tartrazina, E122 – azorubina, E129 – rosso allura AC, E133 – blu brillante FCF) in caramelle tipo marshmallows dalla Cina; peperoni rossi dalla Tunisia in cattivo stato igienico; mercurio pesce spada fresco (Xiphias gladius) dalla Spagna; eccesso di solfiti in gamberetti rosa (Parapenaus longirostris) dalla Croazia; aflatossine in nocciole sgusciate dalla Turchia.
Questa settimana tra le esportazioni italiane in altri Paesi che sono state ritirate dal mercato, l’Italia segnala presenza di DNA di ruminante in mangime completo per trote distribuito in Bulgaria.
 http://www.ilfattoalimentare.it/mercurio-in-pesce-spada-rasff-24.html

giovedì 5 marzo 2015

Tonno Insuperabile all’olio di girasole ritirato dal mercato per l’eccessiva presenza di cromo. Operazione in corso anche in Francia, Slovacchia e Slovenia


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Un lotto di tonno Insuperabile all’olio di girasole è stato ritirato dal mercato per eccesso di cromo
È in corso il ritiro dagli scaffali dei supermercati del  TONNO INSUPERABILE IN SCATOLA ALL’OLIO GIRASOLE, venduto dalla società De Langlade & Grancelli S.p.a..

Il motivo del ritiro è dovuto alla presenza eccessiva  di Cromo rilevato dalle Asl durante un controllo di routine 0,22 mg/kg. Il tonno oggetto del provvedimento è composto da confezioni di tre scatolette da 80 grammi (vedi foto). Il numero di lotto è 52 A. Il  termine minimo di conservazione riportato sulle confezione è l’anno 2019.

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L’allerta è anche riportato sul sistema di allerta europeo (Rasff). Il lotto è stato ritirato anche in Francia, Slovacchia e Slovenia
L’allerta è anche riportato sul sistema di allerta europeo (Rasff). Il lotto è stato ritirato anche in Francia, Slovacchia e Slovenia. L’avviso di richiamo dovrebbe essere esposto su tutti i punti vendita che hanno avuto questo lotto in esposizione.

Sara Rossi
http://www.ilfattoalimentare.it/tonno-insuperabile.html

giovedì 26 febbraio 2015

Patatine fritte: multa di un milione dell’Antitrust per pubblicità ingannevole. Non sono “fatte a mano”. Sanzione anche per la Rustica promossa da Carlo Cracco

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Le patatine fritte Le contadine non sono “fatte a mano”
Dopo diverse denunce di privati e dell’Unione nazionale consumatori, l’Antitrust ha sanzionato  con oltre un milione di euro  le patatine fritte: San Carlo, Amica chips, Pata e Ica Foods  per pubblicità ingannevole. Come ilfattoalimentare ha più volte segnalato in diversi articoli, queste aziende utilizzano diciture e immagini suggestive per attribuire alle patatine “vanti di artigianalità”, nonostante la loro natura industriale. Sulle confezioni di “Eldorada” era indicata la dicitura  “cotte a mano” come pure sulle patatine  “Alfredo’s” di Amica Chips.  Pata invece dichiarava  “patatina artigianale” le   “Da Vinci chips”  mentre  “Le contadine” di Ica Foods erano presentate come  “fatte a mano”.

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Le aziende sono state condannate a pagare una multa salata che per il gruppo “San Carlo” è di  350.000 euro, di  300.000 per “Amica chips”, di 250.000 a “Pata” e di  150.000 per “Ica Foods”. L’Antitrust tra le motivazioni ricorda che  “quattro le imprese sanzionate dichiaravano un ridotto contenuto di grassi nelle loro confezioni, non rispettando le regole secondo cui per cui la percentuale di riduzione vantata  era inferiore rispetto a  quella consentita”.

C’è di più, tre aziende hanno dato una particolare enfasi grafica alla presenza di olio d’oliva  (“Autentica trattoria all’olio di oliva” di San Carlo; “Eldorada la tradizionale con olio d’oliva” di Amica Chips; “Da Vinci chips: con olio extra vergine d’oliva”), anche se la percentuale di olio  risultava  più basso ad altri oli vegetali.

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La censura ha colpito anche la patatina “Rustica” pubblicizzata dal famoso cuoco Carlo Cracco

La censura ha  colpito anche  la patatina  “Rustica” pubblicizzata dal  famoso cuoco Carlo Cracco e  “La patatina” di Amica Chips, entrambi  condannate per pubblicità  ingannevole in quanto “hanno presentato in maniera ambigua e omissiva  le caratteristiche reali e distintive di alcuni prodotti  ingenerando così nei consumatori l’erronea convinzione che queste confezioni fossero nettamente diverse dal prodotto base”. Questo problema era stato segnalato  da ilfattoalimentare   il 5 maggio dell’anno scorso sottolineando la scorrettezza del messaggio, che poi l’azienda ha promesso di modificareE infine, Ica Foods hanno accreditato al prodotto “Crik Crok & Blue” proprietà salutistiche che sono risultate ancora controverse nella comunità scientifica e comunque non autorizzate dalla Commissione europea.
Sara Rossi
http://www.ilfattoalimentare.it/patatine-fritte-multa-carlo-cracco.html

martedì 3 febbraio 2015

Multe a chi promette di dimagrire, in tempi rapidi e senza fatica: sanzione dell’ Antitrust a Perfoline di 650 mila euro

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I prodotti delle società Perfoline SA e SAS promettevano dimagrimenti facili, rapidi e senza rinunce o attività fisica, con claim accattivanti
Help Consumatori riferisce della multa  presa dall’Antitrust contro le società Perfoline SA e Perfoline SAS.

Perdere peso velocemente, senza particolari sforzi e diete, attraverso l’aiuto di prodotti naturali a base di carciofo, di caffè verde o di cavolo. Una promessa esaltante che fa leva sugli “incredibili poteri dimagranti” di una serie di prodotti dall’efficacia spacciata per certa. Secondo l’Antitrust si tratta di promesse ingannevoli, che ha deciso multe per 650 mila euro. Le due società sanzionate sono Perfoline SA e Perfoline SAS, operanti  nella vendita di prodotti dimagranti e per la cura della persona. La censura riguarda la diffusione di messaggi e claim, attraverso siti mono-prodotti e anche attraverso giornali, youtube e social network, email e newsletter inviate ai consumatori, per la vendita di  prodotti dimagranti. La promozione – recita la sentenza evidenziava “risultati immediati, semplici e duraturi in termini di perdita di peso, ottenibili per effetto della mera assunzione dei prodotti in questione, non essendo necessario intraprendere alcuna attività sportiva o un regime alimentare ipocalorico ed equilibrati».

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Cafè form è uno dei prodotti di Perfoline condannato per pubblicità ingannevole dall’Antitrust
Secondo quanto riferito dall’agenzia i  prodotti sotto accusa sono diversi: si tratta di Carcioforte, CaféForm, Cavolo Forte, Decaburner, Maggie Drozd, Total Fit 2020, GlucoBurner, Slim 5, Abrelax 3, Caffè Verde Forte Plus, Ketomang Express Forte. «La condotta oggetto di analisi – spiega l’Antitrust – si sostanzia nella diffusione di informazioni ingannevoli e omissive per la promozione di numerosi prodotti con efficacia dimagrante, idonee ad alterare il processo volitivo del consumatore medio cui sono rivolte.

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I prodotti commercializzati vantavano l’utilizzo di ingredienti “naturali” come carciofo, zuppa di cavolo o frutta
La promessa di ottenere un effetto dimagrante attraverso prodotti composti da sostanze come carciofo, caffè verde, cavolo, peperoncino, aceto di sidro di mele e maté verde è stata veicolata attraverso affermazioni e diciture ricche di enfasi. “Perdere peso velocemente: con gli incredibili poteri dimagranti del carciofo in una capsula iper-concentrata” è per esempio la promessa di Carcioforte, presentato come “un vero distruttore di grassi, il migliore mai offerto a tutti coloro che soffrono a causa dei chili di troppo e per i quali prima nulla aveva funzionato”. Viene vantato, con lo stesso stile enfatico e allettante, anche “il potere dimagrante della zuppa di cavolo finalmente in una capsula”. E c’è infine la promessa di poter dimagrire semplicemente aiutandosi con l’assunzione di “capsule iperconcentrate a base di caffè verde”.

Un altro aspetto ritenuto censurabile riguarda «I contenuti informativi riportati principalmente nei Siti, ma anche a mezzo stampa, youtube e social network, email/newsletter, che lasciano intendere nel loro complesso che l’assunzione dei prodotti è sufficiente, di per sé, a dimagrire in modo considerevole e in breve tempo, senza necessità di ricorrere ad un regime alimentare ipocalorico e/o ad un esercizio fisico controllato e senza alcun rischio per la salute (ad es.15 kg in 9 settimane/34 kg in 5 mesi/22 kg in 4 mesi)».
L’Antitrust ha multato Perfoline SA con una sanzione di  250 mila euro mentre per  Perfoline SAS  si arriva a 400 mila euro.
http://www.ilfattoalimentare.it/dimagrire-antitrust-perfoline.html